Come riconoscere una leucoplachia del cavo orale

La leucoplachia è tra le patologie di più frequente riscontro a carico dei tessuti molli del cavo orale.

La maggior parte delle persone però vede nell’odontoiatra una figura “pratica”, che cioè si occupa di poche patologie – sostanzialmente, la carie e la malattia parodontale, ossia la vecchia piorrea – riguardanti esclusivamente i denti. Otturazioni, devitalizzazioni, ricostruzioni protesiche di varia natura e, quando necessario, piccoli interventi chirurgici: parliamo quindi del dentista nell’accezione più stretta del termine. Sicuramente questa è la pratica quotidiana, perché tratta delle patologie molto frequenti nella popolazione e che ne condizionano fortemente le funzioni biologiche, in primo luogo la masticazione. In realtà, l’odontoiatra è anche il medico che per primo si occupa delle patologie dei tessuti molli, ossia delle mucose del cavo orale e delle strutture di confine (labbra e cute circostante): si potrà parlare, in questo senso, di medico specialista in odontostomatologia.

Le patologie stomatologiche, in linea di massima, non sono eventi frequenti, ma possono causare problematiche anche molto rilevanti per la salute generale. Al contrario, è la bocca a poter rispecchiare alcune malattie sistemiche: basti pensare alla comune richiesta del medico che desidera esaminare la lingua durante una visita.

I segni di patologia all’interno della bocca sono genericamente definiti “lesioni” e possono essere o non essere diretta conseguenza della malattia. Sotto diversi punti di vista, la diagnosi in ambito stomatologico assomiglia alla diagnostica della dermatologia.

Uno dei più importanti ambiti della stomatologia è costituito dal capitolo delle leucoplachie. Il termine indica la formazione di una placca di colore bianco, più o meno rilevata e dai confini più o meno netti rispetto alla mucosa normale.

Per capire il perché si formi una lesione come questa, è necessario sapere grossomodo come sono strutturati i tessuti interessati. La mucosa della bocca, pur con delle differenze da una zona all’altra, è in generale un tessuto simile alla cute, ma più sottile e più povero di cheratina. Il caratteristico colore rosa deriva perciò dalla trasparenza dei capillari sanguigni sottostanti. Un fattore irritativo prolungato può stimolare la formazione di uno strato più spesso di cheratina, rendendo il tessuto più opaco e, quindi, bianco.

Come accennato in precedenza, i fattori che causano una lesione di questo tipo possono essere molteplici: da ciò deriva che anche le forme di malattia e le potenziali conseguenze sono diverse. Nel momento in cui si noti un cambiamento, quindi, è consigliabile per il paziente rivolgersi a un odontoiatra, che studierà il caso in maniera approfondita e saprà consigliare il paziente e impostare il trattamento, se necessario anche con l’appoggio di un altro specialista. L’attenersi ai controlli e anche solo alle sedute di igiene orale consigliate, permette generalmente di intercettare queste condizioni, che difficilmente tendono a presentarsi all’improvviso.

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