Cos’è il grande rialzo di seno mascellare

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Nel caso il paziente si trovi ad aver perso elementi dentari da molto tempo, l’osso, non stimolato si riassorbe e quindi può rendersi necessario rigenerarlo attraverso tecniche chirurgiche. Nel caso l’atrofia ossea si trovi nella zona posteriore del mascellare superiore il grande rialzo di seno è la metodica più utilizzata.

Oggigiorno l’implantologia dentale è largamente praticata e un numero crescente di pazienti ha la giusta esigenza di conoscere in maniera approfondita anche le più complesse implicazioni cliniche.

È oramai risaputo che l’avvento e la diffusione degli impianti osteointegrati hanno permesso lo sviluppo di protocolli efficaci di trattamento di forme anche complicate di edentulia. Un risultato clinico può essere definito davvero soddisfacente quando incide positivamente sulla qualità della vita in maniera prolungata dal punto di vista temporale. Il paziente implantare ben motivato e correttamente istruito (all’igiene domiciliare innanzitutto) sarà sicuramente favorito proprio nel mantenere uno stato di compenso dopo la chirurgia e, ancora di più, a termine della fase protesica.


Naturalmente, in tutti i trattamenti implanto-protesici richiedono un’attenta preparazione preoperatoria. La programmazione di una chirurgia implantare, secondo i canoni contemporanei, si basa sui criteri dell’implantologia protesicamente guidata. Parlando in termini semplicistici, si potrà dire che il posizionamento degli impianti endossei deve tenere in considerazione quello della futura protesi.

Nel contempo, tuttavia, non si potranno dimenticare le basi fondamentali dell’implantologia: l’impianto richiede volumi ossei adeguati. È chiaro quindi che in presenza di una forte atrofia a carico delle ossa mascellari, per esempio in conseguenza di uno stato di edentulia parziale o completa che vada a permanere per diversi anni, la soluzione implantare non potrà essere percorsa. Questo a meno di non mettere in atto preventivamente una chirurgia volta ad aumentare le quote di tessuti duri.

Un caso esemplare, qui preso in considerazione, è quello della regione latero-posteriore del mascellare superiore.

In questa zona la perdita di elementi dentari può andare a causare un riassorbimento notevole. Va aggiunto che si tratta frequentemente di un tessuto osseo di scarsa qualità, dotato di una corticale sottile e di una midollare rarefatta. Dall’altra parte, o meglio, al di sopra della base ossea, il tessuto duro viene sottratto a vantaggio di un’aumentata pneumatizzazione del seno mascellare.

Che cos’è il seno mascellare? È la più ampia delle cavità paranasali: si tratta di spazi pneumatici (cioè pieni di aria) collegati direttamente con la cavità nasale; nel caso specifico, le cavità sono scavate all’interno delle ossa mascellari. Esse svolgono la doppia funzione di partecipare ai processi di riscaldamento e umidificazione dell’aria e alleggerire le ossa dentro le quali la cavità stesse sono presenti.

Nel corso degli anni, diversi Autori hanno teorizzato di poter sfruttare lo spazio del seno proprio per aumentare lo spessore della base ossea, al fine di inserire degli impianti osteointegrati. Questo intervento è definito appunto grande rialzo di seno mascellare .

La tecnica sulle quali si basa la procedura attuale fu introdotta da Boyne nel 1980. L’accesso chirurgico al seno mascellare è quello dalla parete ossea laterale: il chirurgo allestisce una finestra osteotomica che viene ribaltata all’interno dello spazio pneumatico. Viene così evidenziata la sottile membrana che riveste il seno, che dev’essere adeguatamente scollata. Il passaggio successivo consiste nel posizionare un materiale da innesto (al giorno d’oggi si utilizza solitamente un derivato di osso bovino deproteinizzato) che guidi la formazione di osso; la stessa finestra ossea rappresenterà il nuovo pavimento della cavità. La tecnica prevede eventualmente di posizionare una membrana riassorbibile a coprire l’accesso. Nel caso sia possibile ottenere un’adeguata stabilità, la tecnica consente normalmente il posizionamento degli impianti nella stessa fase chirurgica.

Al giorno d’oggi questo intervento è largamente praticato negli ambulatori odontoiatrici e assicura un tasso di successo estremamente elevato, qualora i protocolli siano correttamente seguiti. Naturalmente, si parla comunque di un intervento chirurgico: il paziente dev’essere consapevole che potrà verosimilmente subire dei disagi postoperatori dopo grande rialzo di seno mascellare . Diversi fattori, poi, fanno sì che permanga in ogni caso un rischio di fallimento, anche a breve termine. Il paziente verrà a tal proposito informato dall’odontoiatra nel corso delle valutazioni preoperatorie.

Nella maggior parte dei casi, comunque, la riabilitazione implanto-protesica permette il ripristino di una condizione estetica e, soprattutto, funzionale, accettabile a livello di un sito chiave del distretto mascellare.

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